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Ravera

Ravera

In questi ultimi anni si è fatto un gran parlare dei Barolo della Ravera e della loro crescita qualitativa quasi esponenziale, soprattutto in relazione ai cambiamenti climatici che sembrerebbero favorire le zone tradizionalmente più fresche e tardive come appunto è la Ravera.

Quanto di vero ci sia in tutto questo è difficile dirlo, perché ritengo che anche l’impegno dei produttori abbia giocato un ruolo importante, e comunque sono considerazioni che passano in secondo piano rispetto a quanto di interessante si può dire circa la posizione strategica di questa MGA nel paesaggio della denominazione Barolo.

Come si può infatti notare dalle prime tre immagini il cuore della Ravera, rappresentato dalla collina di Cascina Nuova e da Bricco Pernice, costituisce un vero e proprio spartiacque anche visivo: ciò che sta a sud delle due colline non “vede” ciò che sta a nord e viceversa. In altre parole Bricco Pernice e Cascina Nuova chiudono a sud la valle di Barolo, contribuendo così a crearne quel particolare microclima di cui abbiamo parlato nel capitolo Paesaggio e Microclima.

Ne consegue che le vigne meglio esposte di Bricco Pernice e soprattutto di Cascina Nuova, tutte ben visibili nella prima immagine, risultano anche le più esposte alle correnti fresche che arrivano dall’Alta Langa e dalle montagne (meno però di quanto possano esserlo i vigneti di Merli).

Quanto invece alla quota altimetrica, spesso citata come fattore determinante per il microclima della Ravera, l’estratto della carta geo-viticola mostra chiaramente che nel punto più alto della Cascina Nuova si arriva a superare di pochissimo i 400 metri, che è esattamente lo stesso valore che troviamo nella parte più alta di Cerequio e di Brunate. Il che non ha bisogno di ulteriori commenti.

Passando ora alle ultime tre immagini possiamo notare che oltre a Bricco Pernice e a Cascina nuova esiste una terza sottozona che fa capo alla cascina Pratorotondo, che di tutte è la più riparata perché sfrutta lo schermo offerto dal crinale di cascina Merli. Nella parte più alta di Cascina Nuova troviamo invece Vigna Elena la cui particolarità è tuttaviapiù legata al clone di nebbiolo coltivato (rosé) che alla quota altimetrica o all’esposizione.

Fatte queste precisazioni, i Barolo di questa parte della Ravera restano comunque e senza alcun dubbio dei vini che riflettono una posizione più fresca di altre, ma che allo stesso tempo riescono ad avere un frutto più concreto, gratificante e profondo rispetto per esempio a Bricco delle Viole.

Volendo infine completare la panoramica su questa MGA non si possono dimenticare i tanti vigneti che si collocano tra cascina Ravera, cascina Parusso e il confine con Barolo. Di questi i più rinomati sono quelli che occupano la parte più alta del versante esposto a oriente, che a sua volta può essere visto come la continuazione della MGA Terlo sia per quanto riguarda la successione delle formazioni geologiche che per lo stile dei vini, che in genere hanno meno sfumature e meno ritmo rispetto a quelli di Bricco Pernice, di cascina Nuova e di cascina Pratorotondo.

E a proposito di geologia, netta è la prevalenza delle Marne di Sant’Agata Fossili laminate, ad eccezione delle zone più alte dove trovano spazio anche le Marne di Sant’Agata Fossili sabbiose e le Arenarie di Diano, queste ultime proprio in corrispondenza del bosco sulla sommità del crinale e tutto attorno alla cascina Nuova.

 

Assaggi consigliati
Barolo Ravera e Barolo Bricco Pernice – Elvio Cogno; Barolo Ravera – G.D. Vajra; Barolo Ravera – Vietti

Assaggi di riferimento
Barolo Bricco delle Viole e Barolo Coste di Rose – Vajra; Barolo Rocche do Castiglione – Vietti

Superficie: 130,41 ha
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Altitudine: 300 - 480 m
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400
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480
520
Epoca di vendemmia
Molto precoce
Precoce
Intermedia
Tardiva
Molto tardiva

Geologia: MSAs (Barolo); MSAl; MSAs, AD (Novello)
Legenda delle abbreviazioni geologiche

Barolo MGA 360

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