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Introduzione

I tanti fattori che possono influenzare il carattere di un vino (cosa ben diversa dalla qualità, a cui non faremo alcun riferimento da qui in avanti) possono essere divisi in due grandi categorie: i FATTORI UMANI e i FATTORI NATURALI.

Tra i principali fattori umani possiamo elencare il clone, il portainnesto e le rese per ettaro, che sono tali in quanto soggetti alle scelte del viticoltore.

Tra i fattori naturali, sui quali l’uomo non ha alcuna influenza, possiamo invece elencare la quota altimetrica, l’esposizione, il suolo e il microclima.

Fondamentale è quindi farsi un’idea del territorio, non prima però di avere memorizzato alcuni elementi del paesaggio che ritroverete in quasi tutte le immagini presenti in questo sito e che vi aiuteranno a orientarvi con maggiore facilità anche quando avrete l’occasione di essere in zona e di muovervi in modo autonomo con la vostra automobile.

Per prima cosa, sullo sfondo, si può ammirare la catena delle Alpi, da cui spiccano il Monviso, a ovest, e il Monte Rosa, a nord. Alle spalle del Monviso abbiamo la Francia, mentre alle spalle del Monte Rosa abbiamo la Svizzera e subito prima l’Alto Piemonte, altra zona famosa per i suoi vini a base di nebbiolo. Sempre in questa direzione, ma molto più vicina al nostro punto di osservazione, abbiamo invece la zona del Roero, anch’essa conosciuta per la qualità del suo nebbiolo e per il vino bianco Arneis.

In direzione esattamente opposta al Monte Rosa, e quindi a sud, abbiamo invece l’Alta Langa (da non confondere con l’omonima DOC), che insieme alla zona del Barolo, del Barbaresco e in parte dell’Asti e del Moscato d’Asti, rientra nella area conosciuta come Langhe o Langa (termine quest’ultimo utilizzato solo localmente). Buona parte dell’Alta Langa rientra nella zona di produzione del Dogliani, altro vino simbolo dell’enologia albese.

Guardando ora verso nord-est, il punto di riferimento più importante da memorizzare è il paese di Diano d’Alba, dove la quota altimetrica arriva a sfiorare i 500 metri sul livello del mare e il cui territorio, a parte una piccola porzione al confine con Serralunga d’Alba che ricade nella DOCG Barolo (MGA Gallaretto, La Vigna e Sorano), è principalmente conosciuto per la produzione del Dolcetto di Diano d’Alba o Diano d’Alba.

Tornando a guardare infine verso nord, oltre al centro abitato di Gallo d’Alba possiamo distinguere la collina della Bernardina, che nonostante la quota piuttosto bassa risulta facilmente visibile da molte parti del territorio per via del colore bianco della splendida villa che si trova proprio sulla sua sommità. La collina della Bernardina, per poche centinaia di metri, si trova al di fuori della zona del Barolo e questo vi aiuterà sempre a individuare con facilità il confine nord della denominazione (per inciso, prima che la zona del Barolo fosse ufficialmente delimitata, le uve delle migliori vigne della Bernardina erano utilizzate per la produzione di Barolo).

Passando ora alla seconda immagine panoramica, oltre ai paesi il cui centro abitato ricade all’interno dei confini della denominazione Barolo, troviamo altri punti riferimento come il Castello della Volta e le frazioni di Perno e dell’Annunziata di La Morra. Più importanti sono però i riferimenti altimetrici forniti da Bricco del Dente, Bricco Giubellini e Bricco San Pietro, che insieme a Bricco Bastia (nascosto in questa immagine da Bricco Giubellini) rappresentano i punti più elevati della denominazione. Ad essi possiamo poi aggiungere cascina Francia, che si colloca nel punto più alto del crinale di Serralunga d’Alba.

Il punto più basso della denominazione può essere invece individuato per comodità con Gallo d’Alba. Ne consegue che in linea generale le quote altimetriche crescono progressivamente andando da nord verso sud, salvo poi tornare a scendere nella parte più meridionale della denominazione, subito alle spalle di Bricco San Pietro e di Bricco Giubellini.

Nella terza e ultima immagine potete infine avere un’idea della effettiva estensione della denominazione, almeno per quanto riguarda la parte qui visibile, che a grandi linee rappresenta circa il 70% del totale.

A questo punto possiamo scendere in maggiore dettaglio.

Barolo MGA 360

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