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Rocche di Castiglione

Rocche di Castiglione

Rocche di Castiglione è uno di quei casi in cui la vista dall’alto risulta davvero molto utile, perché da terra sono pochissimi i punti panoramici da cui si può godere di una vista quasi completa di questa MGA (gli unici sono lungo la stretta strada che da Perno scende in direzione di Cappallotto).

Prima di entrare nel dettaglio di questa MGA bisogna però rispondere a una domanda: da cosa deriva la parola “rocche” usata così spesso in Langa? Semplice, perché la risposta è proprio sotto i vostri occhi.

Per rocche (rigorosamente al plurale, e mai al singolare) si intendono quegli strampiombi che spesso segnano il profilo di queste colline. A volte possono essere molto evidenti, come qui alle Rocche di Castiglione, altre volte appena accennati, altre volte ancora quasi completamente coperti del bosco. Quando visibili, permettono di capire la struttura delle formazioni geologiche associate, che possono essere le Arenarie di Diano, come in questo caso, le Marne di Sant’Agata Fossili o un insieme delle due. Per vedere delle rocche originate dalla Formazione di Lequio bisogno invece spostarsi verso Sinio oppure, per restare in un tema di grandi nebbiolo, nella parte meridionale di Treiso, nella zona del Barbaresco.

Tornando alle Rocche di Castiglione,  i suoli del suo intero versante vitato, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, sono espressione dello strato di Marne di Sant’Agata Fossili sabbiose che si sovrappone, senza essere visibile, a quello delle Arenarie di Diano. Unica eccezione è il Lipulot, una zona storicamente considerata a sé stante e inglobata invece nelle Rocche di Castiglione al momento della definizione ufficiale dei confini di questa MGA. Qui i suoli sono infatti espressione delle Arenarie di Diano che in questo punto assumono tra l’altro una colorazione più ocra rispetto a quelle visibili alla base delle Rocche di Castiglione propriamente dette (cosa che si può osservare con facilità sia al confine di Lipulot con la MGA Pira sia nel centro del paese di Castiglione Falletto, come già mostrato nel capitolo Panorama e Suoli).

Ma non è tutto: Lipulot è l’unica zona delle Rocche di Castiglione ad avere esposizione a pieno sud ed è anche l’unica che ad oggi non risulta vinificata in purezza, per cui è difficile dire se le particolarità fin qui evidenziate si traducano in altrettante differenze nei vini.

Ancora a proposito di suoli, a partire dal confine con Monforte d’Alba e fino all’altezza del confine con Villero, hanno in genere una tessitura più sciolta e sabbiosa mentre nella parte successiva e fino al piccolo bosco che domina i vigneti della Pira hanno un carattere più marnoso. Lungo lo stesso percorso, l’andamento ondulato del versante provoca anche leggere oscillazioni dell’esposizione attorno alla direttrice sud-est. Queste oscillazioni, anche se unite alle diverse caratteristiche del terreno, non sono però tali da provocare variazioni altrettanto significative e ripetibili nel carattere dei vini, che risultano accomunati da uno stile fatto di profumi e di raffinata eleganza.

 

Assaggi consigliati
Barolo Rocche di Castiglione – Brovia; Barolo Rocche di Castiglione – Fratelli Monchiero; Barolo Rocche di Castiglione – Vietti

Assaggi di riferimento
Barolo Villero – Brovia; Barolo Scarrone Vigna Mandorlo – Fratelli Giacosa; Barolo Brunate – Vietti

Superficie: 16,33 ha
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Altitudine: 300 - 350 m
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Epoca di vendemmia
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Tardiva
Molto tardiva
Barolo MGA 360

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